Chi sono le Ojamajo Doremì?



“Ojamajo Doremì” è un “mahou shoujo” serial, una serie con protagoniste delle ragazzine dotate di poteri magici. I personaggi principali appaiono come normali bambine che frequentano la scuola, ma in realtà sono potenziali streghe. Doremì, la protagonista, scopre di avere dei poteri in maniera del tutto accidentale.
Un giorno, entra in un negozio di magia la cui proprietaria si chiama Majorika. Doremì capisce di trovarsi di fronte a una strega: le punta il dito contro e grida “strega!”. Subito Majorika si trasforma in una sorta di piccolo tesserino verde, simile ad un ranocchio.
Anche se a voi sembrerà strano è del tutto normale: quando una strega viene riconosciuta, perde infatti la sua forma umana. Majorika riconosce le potenzialità magiche di Doremì e decide di insegnare alla ragazza ad usarle nella giusta maniera, anche nella speranza che la magia un giorno l’aiuti a riacquistare le sue sembianze umane.
Doremì, naturalmente, accetta con gioia e, per farsi perdonare dell’incidente, si offre di badare al negozio di Majorika. Doremì Harukaze, ha circa otto anni ed è nata il 30 Luglio. E’ una bambina alquanto maldestra e, anche come maga, è molto pasticciona. Non ama la scuola, tanto che riceve spesso dei brutti voti ed è sfortunatissima in amore. Spesso si innamora e altrettanto spesso viene respinta.

 

 

 

  ORIGINE DEI NOMI

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La frase che ripete sempre è: “Sono la ragazzina più sfortunata del mondo!”. Una delle migliori amiche di Doremì è Hazuki Fugiwara. Anche lei ha otto anni è anche lei è dotata di poteri magici. I suoi genitori, benché stravedano per lei, sono molto occupati, così di Hazuki si occupa una tata.
Hazuki è una bambina timida, modesta e intelligente. A scuola è la prima della classe, ed è molto brava a suonare il violino. La sua più grande paura è quella dei fantasmi.
Aiko Senoo, è la terza aspirante maga del gruppo. Anche lei è in classe con Doremì. Aiko vive con il papà, poiché i suoi genitori hanno divorziato. Forse, proprio a causa della mancanza della madre, è cresciuta come un maschiaccio.
Infine c’è Majorika che, come abbiamo detto, viene trasformata in una ranocchia verde da Doremì. Il negozio che gestisce è molto speciale, è infatti il punto di collegamento tra il mondo reale e quello della magia. Majorika è una maga molto irascibile, che si trova spesso a litigare con le tre giovani apprendiste, soprattutto con Doremì.
“Magica Doremì” ripropone molti degli elementi che caratterizzano i cartoni animati con protagonista una maga: un'interprete pasticciona, ma dotata di grandi ed innati poteri, personaggi secondari buffi e stravaganti, un mondo caratterizzato da vivaci colori pastello. Tutte queste caratteristiche sono ormai tradizione. 

 

Doremì è la protagonista di questo anime, infatti è la prima che scopre che Eufonia è una strega e proprio per questo viene trasformata in una ranocchia, Raganella. Si fa scoprire dalle sue due amiche: Melody, timida e graziosa, e Sinfony che entra in scena come nuova compagna di scuola. L'una ha un vestito arancione, l'altra blu. Bibì, la sorella di Doremì, scoprirà più tardi che sua sorella è una streghetta e così si aggiunge anche lei al gruppo con un vestitino rosso, ma non compare sempre nel cartone perché non ha la loro stessa età. Verso la fine della prima serie entra in scena anche Lullaby, ma inizialmente come rivale. Quest'ultima è una baby-idol e quindi ha moltissimi impegni lavorativi e non sempre puo aiutare al negozio chiamato Maho-Do. Lullaby ha un vestitino viola. Nella terza serie entra in scena Mindy, ragazza americana che si è appena traferita nella loro città, strega anch'ella, con il suo vestito giallo. Ovviamente per diventare streghe a tutti gli effetti devono superare esami, e Bibì essendo la più piccola e l'ultima a scoprire che Eufonia è una strega è indietro rispetto alle altre. Fra queste compaiono anche altri personaggi molto simpatici come Hanna, futura regina delle streghe e le fatine.

Le ragazze avevano perso i loro poteri e avevano deciso di incontrarsi l'indomani per salutare Raganella e le fatine. Arrivate al negozio trovano solo la lettera di addio, poi compare una chiave dove prima c'era la porta del regno delle streghe. Senza esitare le ragazze entrano e dopo un po' si ritrovano davanti ad una rosa blu dalla quale nasce una bimba. Scopriranno che lei è la figlia della regina delle rose e siccome sono state loro a vederla nascere, per un anno dovranno averne cura. Hanno così di nuovo i poteri, ma dovranno superare degli esami pediatrici per vedere se le "mamme" curano e aiutano la bimba. Oltre a questo riusciranno a liberare Alexander, il mago che era prigioniero nel pc delle sentinelle. Lui poi avrà l'ordine da un suo superiore di rapire Hanna per il re.

 Le ragazze dovranno stare attente anche a 4 nuovi strani ragazzi che poi scopriranno essere i 4 aiutanti assoldati da Alexander per rapire Hanna (da solo non ci riusciva) la regina dona alle bimbe il potere girodidò per difendere Hanna. Alla fine si scoprirà che c'è stato un malinteso e che il re voleva Hanna solo per ritornare normale perché un maleficio l'aveva trasformato in una raganella rossa al maschile. Sembra tutto passato quando appare l'ex regina nella foresta pietrificata. Lei fa ammalare Hanna e le bimbe per salvarla devono cogliere il fiore rosso del sommo amore, cadono però in un sonno lungo 1000 anni. Hanna si risveglia e le chiama per nome, ma ormai è troppo tardi.... quando però l'ex regina colpita dall'amore che le bimbe provano per Hanna e quello che Hanna prova per loro, decide di risvegliarle e sparisce. Le bimbe però hanno perso il cristallo fatato e così ancora 1 volta si fanno trasportare dal cocchio reale al negozio dicendo di nuovo addio al mondo magico.

Ojamajo DoremiDoremì è una bambina delle scuole elementari che ha un sogno: quello di poter diventare una strega. Il destino vuole che un giorno, assieme alle due inseparabili amiche e compagne di classe Melody e Sinfony, le tre amiche si imbattano in un negozio di magia gestito da una strega vera!
Una volta scoperta l’identità della strega Eufonia, questa si trasforma in ranocchia e alle bimbe viene offerta la possibilità di diventare delle apprendiste streghe per poter un giorno, superati determinati esami, poter diventare streghe effettive con tanto di poteri magici. Il tutto, per poter far ritornare Eufonia al proprio aspetto naturale.
Comincia così tutta una serie di avventure che porteranno Doremì e le sue amiche a prendere sempre più dimestichezza con i poteri magici di una strega, mescolando fantasia e realtà in un cocktail di divertimento, risate e un pizzico di emozione.
Ojamajo Hazuki Il manga di "Ojamajo Doremi" ("La streghetta pasticciona Doremi"), sceneggiato da Izumi Toudou e disegnato da Shizue Takanashi, è stato pubblicato in Giappone dal marzo 1999 dalla Kodansha e raccolto poi in 3 tankobon nel 2000. Nel gennaio 2002 esce il primo volumetto di "Motto! Ojamajo Doremi" ("Ancora! La streghetta pasticciona Doremi"), ma da allora non sono usciti altri numeri, sebbene la Takanashi abbia proseguito la storia.
Doremi ha avuto però successo principalmente grazie alla serie animata prodotta dalla Toei Animation e trasmessa a partire dal 7 febbraio 1999, e c'è da sottolineare come il manga sia nato in contemporanea con la trasposizione televisiva (era già successo per Utena, con il gruppo Be-Papas): sotto la supervisione infatti del produttore Hiromi Seki, parecchi nomi illustri dell'animazione giapponese hanno dato vita ai personaggi prima e alla storia poi, decidendo anche per una versione cartacea affidata appunto alla Takanashi. L'anime ha avuto un buon successo (forse grazie anche agli innumerevoli gadget) e alla prima serie ne sono seguite quindi altre 3 ("Ojamajo Doremi #", "Motto! Ojamajo Doremi", e "Ojamajo Doremi Dokkan"), più un paio di film cinematografici. Alle tre protagoniste si aggiungono quindi nuovi personaggi, e da una serie all'altra cambia anche il tipo di negozio che le bimbe si trovano a dover gestire (negozio di magia, di fiori, di dolci, di gioielli...).
Ojamajo AikoPersonalmente ritengo il manga "Magica Doremì" (questo il titolo italiano, fedele a quello internazionale "Magical Doremì") adatto ad un pubblico decisamente giovane e soprattutto poco pretenzioso: infatti, la storia è molto semplice, leggera e prevedibile, inoltre il tratto grafico molto al di sotto dello standard giapponese, non aiuta di certo alla lettura. Nel complesso però, "Magica Doremì" è sicuramente a tratti divertente e, grazie appunto alla grafica superficiale, non sarà difficile sorridere [per la serie, si ride per non piangere].
L’adattamento italiano è comunque accettabile, in quanto di più non era probabilmente possibile fare. Unico neo: l’opera ribaltata e la scelta di utilizzare i nomi "italiani" senza neppure menzionare la controparte giapponese. "Only for fan", dunque... o per i più curiosi... o per chi si accontenta... o per chi ha un po’ di minuti a disposizione e non sa che farsene. A voi la scelta.
 

Ojamajo Doremi" ("La streghetta pasticciona Doremi"), nasce dallla collaborazione di un gruppo di nomi illustri dell'animazione giapponese supervisionati dal produttore Hiromi Seki, gruppo che oltre a creare i personaggi principali, ne delineò anche le avventure decidendo quindi di farne anche una trasposizione cartacea, lasciando a quest'ultima una certa libertà di svilupparsi indipendentemente dalla serie animata (molte sono infatti le differenze tra le due versioni). Il manga, sceneggiato da Izumi Toudou e disegnato da Shizue Takanashi, è stato serializzato sulla rivista Nakayoshi a partire dal marzo 1999. Sebbene dal capitolo 13 abbia preso il titolo "Ojamajo Doremi #", è stato comunque raccolto nel 2000 in 3 tankobon pubblicati con il titolo della prima serie dalla Kodansha nella collana Deluxe.

AutoritrattoShizue Takanashi nasce il 31 agosto di un anno non precisato nella prefettura di Chiba e debutta nel 1975 sulla rivista Bessatsu Nakayoshi con la storia breve "Momotaro yori ohoshi-sama e" ("Da Momotaro per il signor Stella").
Pocket ippai no yume Autrice non certo famosa per la bellezza dei disegni (la caratterizzazione dei personaggi è infatto spesso solo accennata e piuttosto tirata via), è diventata famosa grazie ad alcune storie azzeccate, in genere però sceneggiate da altri, come Spank e Doremì, trasposte in animazione e rivolte in prevalenza ad un pubblico di giovanissimi.
Nel 1976 esce il suo primo tankobon, "Pocket ippai no yume" ("Una tasca piena di sogni") per la collana Nakayoshi della Kodansha, casa editrice alla quale è rimasta legata. Nel 1977 vengono pubblicati "Kocchi muite suki" e "Boku no Suzu-chan" ("La mia piccola Suzu"). Nel novembre dello stesso anno esce anche "Shiawase iro no fuukei" ("Uno scenario color felicità").
Kocchi muite sukiNel giugno 1978 fa il suo debutto il personaggio di Spank, il buffo cagnolino protagonista di "Ohayoo! Spank" ("Buongiorno! Spank"), raccolto poi in 7 volumetti, che è stato anche trasposto in animazione dalla Tokyo Movie Shinsha. Il manga, sceneggiato da Shun'ichi Yukimuro (famoso per aver lavorato su serie tv quali Sazaesan, Sally la maga, Memole e molte altre) racconta le avventure di Spank, un cagnolino bianco "adottato" da Aiko Morimura dopo la morte del suo cucciolo. Oltre alle vicende puramente shojo di Aiko, assistiamo quindi anche a tutta una serie di avventure che vedranno coinvolto il cane pasticcione e i suoi amici animaletti, dall'inseparabile amico/rivale Torakichi all'amata gattina Cat.
Shiawase iro no fuukeiNell'agosto 1981 è stato poi pubblicato un tankobon speciale intitolato "Spank no Waowao tanteidan" ("Il gruppo investigativo WaoWao di Spank") che presentava alcune brevi storielle autoconclusive che avevano per protagonista il bianco cagnolino.
Negli anni '80 Shizue pubblica tutta una serie di storie autoonclusive o composte al massimo di 2 volumetti: del 1980 è "Orange tsuushin" ("Segnale arancia"). Orange tsuushinAbbiamo poi "Hohoemi zoo-ming" (che significa più o meno "Zooming sorridente", anche se nel titolo c'è un gioco di parole con il termine Zoo), in due tankobon editi nel 1983, "Himitsu no ufufu" del 1984, i due volumetti di "Sora-chan no booshi" ("Il cappello del piccolo Sora") del 1985, i tre tankobon di "Umi-chan donna iro?" ("Di che colore è la piccola Umi?") del 1986, "Omakase lunch" del 1988, "Heart no naisho banashi" ("Conversazione segreta del cuore") del 1988.
Nel gennaio 1990 esce "Ruuka de I love you" su storia di Ryo Kubata [se ho traslitterato esattamente il nome ^^], ma gli anni '90 presentano anch'essi per lo più brevi storie pubblicate sulle riviste principali della Kodansha, quali Nakayoshi o Run Run. Fino al 1995 quindi l'autrice porta avanti in contemporanea "Kuma-san calendar" ("Il calendario del signor Kuma") e Umi-chan donna iro?"Sansoo Zaurus teranokun", mentre nel 1996 serializza "Wakuwaku game ookoku" ("La tremante monarchia-gioco"). Del 1997 è "Pair-tachi no yuugana kyuujitsu" e dell'anno successivo è "Donuts ni wa goyoojin" ("Attenzione alle ciambelle")
L'opera successiva esce l'8 gennaio 1999, si tratta di "Tanoshi sou tayori" ("Notizia della villa divertente"), eccezionalmente pubblicata per la collana Elegance della Akita comics. Nello stesso anno la Kodansha ristampa "Ohayoo! Spank" in 4 volumi per la collana Manga Bunko.
Tanoshi sou tayori Nel 2000 la Takanashi si occupa, assieme allo sceneggiatore Izumi Todo, della trasposizione a fumetti di "Ojamajo Doremi" ("Doremi, la streghetta pasticciona"), storia di una bambina che scopre casualmente la vera identita di una strega e diventa così una sua apprendista. L'opera è famosa soprattutto per la sua versione animata (o sarebbe meglio parlare al plurale visto che le serie sono ben 4), arrivata anche sui nostri schermi grazie a Mediaset. Il manga, strutturato in 3 tankobon, riprende in maniera molto sintetica le avventure delle prime 2 serie animate, seppur con qualche differenza.
Nel 2002 esce anche il primo volume di "Motto! Ojamajo Doremi" ("Ancora! Doremi, la streghetta pasticciona", ispirato alla terza serie tv) che avrebbe dovuto proseguire le vicende della piccola maga, ma da allora non sono usciti altri numeri, sebbene la Takanashi abbia serializzato altri episodi (l'ultimo è uscito proprio sul numero di gennaio 2003 della rivista Nakayoshi) con il titolo "Ojamajo Doremi Dokkan".

In Italia è stato pubblicato dalla Play Press, in volumetti che presentano lo stesso formato di quelli originali (anche se naturalmente non hanno la sovracoperta e il retro), che però sono stati ribaltati alla occidentale e presentano lo stesso adattamento della versione Mediasettiana.